L’interno della cappella barocca è un organismo autonomo e totale, un mondo oscuro, chiuso in basso da una balaustra ed illuminato dall’alto dalla luce di una lanterna. Coperto da una luminosa volta celeste, questo buio luogo terrestre è popolato da corpi dipinti, di marmo, di stucco e di carne.
Vi si rappresentano i “Voli d’Amore” delle anime innamorate dello Sposo, le morti estatiche dei martiri, l’intensa devozione dei fedeli. Le metamorfosi dello spirito accendono alla visibilità nelle trasformazioni dei corpi. Sono misteriose alchimie, in cui si fondono il divino e l’umano, la vita e la morte, il piacere ed il dolore, la fatica e la quiete. La costruzione patetica è adeguata alla rappresentazione dell’estasi proprio in quanto continuamente rinvia a qualcosa che eccede ogni singolo elemento e che, al limite eccede anche le stesse possibilità della rappresentazione. La tensione della rappresentazione a “uscire di sé” produce degli effetti patetici “sublimi” situati al di là dell’immagine e del concetto.
Raggi di luce diurna trascendono in emblematica luce dorata, in bianco stucco e di nuovo in luce dipinta, in filamenti lattiginosi e nelle superfici variegate di marmi, in luce nascosta dentro ai corpi dipinti di stucco, di marmo, di bronzo, di carne.
La luce invade le anime che si piegano e si dispiegano, premono sui corpi, li muovono, li colmano, di un incontenibile affetto che piega i tessuti.
Lo spazio architettonico prende forma tra la luce e l’ombra attorno ad un corpo di marmo o ad una scena dipinta. Dalla pittura si staccano le figure mutate in sculture di bronzo, di marmo, di stucco.
Le pose degli angeli, dei santi, dei beati circolano, si incarnano, si distinguono deformate nell’impatto con la materia.
Le anime dei devoti si fanno simili a quelle dei santi, abbandonandosi all’azione divina. L’incorporazione della grazia spinge l’anima ad uscire da sé fino ad abbandonare la sua custodia corporea oppure la muove all’interno del suo gravissimo indumento facendone conoscere la superficie.
Tensione ed abbandono, infusione ed estasi, due flussi continui che attraversano gli elementi eterogenei del “Composto” tenendoli e distendendoli.
L’affetto è il prodotto di questo conflitto tra azione e passione. Incendium amoris e postura dell’anima, composizione della figura nella rappresentazione e composizione dello spirito nella contemplazione.
E’ concetto molto universale ch’egli sia stato il primo c’abbia tentato di unire l’architettura colla scultura e pittura in tal modo che di tutte si facesse un bel composto. Il che egli fece,
con togliere alcune uniformità odiose di attitudini, rompendo talora senza violarle le buone regole,
ma senza obbligarli a regola.
Ed era suo detto ordinario in tal proposito, che “chi non esce talvolta dalla regola non la passa mai………”.